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Le Kaljmere, sono dei canti tradizionali di carattere
religioso-popolare, ancora vivi nelle nostre comunità arbëreshe e gelosamente
custoditi. Il termine Kaljmera è di origine greca e significa “buongiorno”, in
quanto un tempo, in occasione delle grandi feste, i giovani del paese di buon
mattino, annunciavano l’aprirsi dei festeggiamenti, intonando le kaljmere
proprie di quella festività. Con il passare del tempo questo rituale è andato
perduto, tuttavia si mantiene il canto sacro, seppur con diversi problemi,
legati soprattutto alla perdita graduale della nostra lingua arbëreshe ed alla
poca frequentazione della chiesa da parte delle generazioni più giovani. Noi a
Santa Sofia ci possiamo ritenere fortunati, perché ad ogni festa è abbinata
sempre una o più kaljmere. Le due che riportiamo, sono del periodo di
preparazione alla Pasqua, ci introducono alla Settimana Santa - Java e Madhe. La
prima narra “Il Risveglio di Lazzaro”, amico di Cristo e da Lui risuscitato il
quarto giorno. E’ un canto molto bello sia per la musicalità sia per l’elevato
contenuto teologico che esso contiene. Probabilmente, questo canto ci proviene
dalla tradizione arbëreshe della Sicilia, poiché vi sono diversi termini in uso
presso quelle comunità. Il secondo canto sacro è la famosa kaljmera della
Settimana Santa – Kaljmera e Javes Madhe, il cui autore è Giulio Variboba da San
Giogo Albanese.
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