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Sull’origine della
chiesa matrice non si hanno molte notizie. L’unica fonte è l’opera di papàs
Giovanni Masci, pubblicata su “Studion” nel 1928 e nel 1929. Secondo le
indagini del sacerdote sembra che i lavori di costruzione della chiesa siano
iniziati nella seconda metà del sec. XVII, per interessamento dell’allora
arciprete D. Biagio Baffa. Si ebbe quindi un lungo periodo di interruzione,
durante il quale le funzioni liturgiche venivano svolte nella cappella di S.
Nicola della Grancia, distrutta dal terremoto del 1730. In seguito l’
arciprete Antonio Marchianò, all’inizio del sec. XVIII, ne proseguì la
costruzione. I lavori impiegarono la gratuita opera del popolo e si
conclusero nel 1742 come testimonia lo stemma posto sotto il quadro di S.
Atanasio. Come tutte le chiese dei paesi albanesi, anche quella di S.
Atanasio si presentava strutturata secondo il rito latino : aveva infatti un
altare maggiore a muro in stile barocco e numerosi altari laterali posti
lungo i lati della navata. La chiesa mantenne queste caratteristiche fino
agli anni 1952-72, quando venne gradualmente riadattata alla liturgia
bizantina con la demolizione degli altari, la costruzione dell’altare
centrale a forma quadrata e l’introduzione dell’iconostasi. Tra il
1976-1982, venne interamente affrescata dal pittore greco-cretese Nikos
Jannakàkis, per volere dell’archimandrita Giovanni Capparelli e dell’intera
comunità. |
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