Cultura - Costume Tradizionale

Album Costume


Dal punto di vista tipologico il costume di Santa Sofia fa parte del primo gruppo che racchiude le vestizioni di San Giorgio Albanese, Vaccarizzo Albanese, San Cosmo Albanese, Macchia Albanese e San Demetrio Corone.
In questo primo gruppo si contano quattro tipi di costumi: di gala, mezzafesta, giornaliero e di lutto. Il vestito di gala si compone di un giubbetto (celeste, viola e rosa), la coha ( verde, rosa o viola), una gonna rossa, un velo di tulle bianco o rosso intrecciato di fili d’oro, la keza e la vandera (cintura di fili d’oro, munita di una chiusura a rettangolo ricamata a rilievo). Le scarpe, in passato, erano dello stesso tessuto della prima gonna.
Il vestito di mezzafesta si compone di un giubbetto nero ricamato, gonna rossa di raso con striscia verde, tovaglia in panno rosso con sulle spalle un fazzoletto di seta.
Più austero quello giornaliero: giubbetto nero, gonna rossa arricciata o a quadrettini, fazzoletto variopinto di cotone e scialle in inverno. Per tutti e tre i costumi erano d’obbligo la calze bianche ed il camicione con un ricco merletto.

Componenti del costume di gala:
COHA: gonna verde, azzurra, viola o rosa di seta pura a lamine d’oro con bordo ornato da un gran gallone d’oro e d’argento, si sovrappone alla gonna di color rosso o azzurro.

 


SOTTOGONNA: seconda gonna, generalmente di colore rosso, che si indossa sotto la coha.

KEZA: diadema nuziale, distintivo delle donne maritate, consistente in un ornamento di seta trapunto in oro e argento, semicircolare o di altre forme, che ricopre alla sposa la sola regione occipitale alla quale viene appuntato il velo. Serve per tenere fermi e raccolti i capelli sulla nuca.

Confezione della keza:
La keza, di velluto o raso, veniva ricamata sul telaino con fili dorati ed argentati. Generalmente i ricami riproducevano in forma stilizzata uccelli, fiori e foglie. Il rovescio del tessuto, dopo il ricamo, veniva cosparso con colla d’amido per renderlo rigido. Era poi pressato su speciali forme di legno perché assumesse la caratteristica forma concava. Sempre sul rovescio del tessuto, una volta asciugato, si cuciva la fodera di tela bianca o di mussola. Per impedire, poi, che la keza si piegasse, l’orlo delle stessa era rafforzata da una becchetta.

SQEPI: velo in tulle bianco o in fili d’oro, ricamato, copre e protegge la testa. Durante la cerimonia nuziale copre il volto della sposa e scende sul capo fino a sfiorarle le spalle.

TUVAL
Ë TULLI: velo in tulle ricamato in oro ed argento.

BËRLLOKU:
Aderente al collo si porta un nastrino di velluto nero con una medaglia.



LINJA:
Camicia lunga, bianca, di lino, avente una profonda scollatura sul davanti, con ai due lati merletti arricciati ed inamidati. La parte inferiore è in panno "pilghuri".

Elementi del costume di mezzafesta:
SUTANA KAPSHOLLJE - Gonna rossa di seta grezza plessata, ornata sul fondo da una striscia di raso verde e azzurra.
 

 



Il costume giornaliero:
SUTANA PUPAGJELI ME RIÇ – Gonna di cotone, dello stesso colore del papavero. Il fondo è ornato da una balza arricciata dello stesso tessuto della gonna.

XHIPUNI – Corpetto di color nero abbastanza corto ed aderente. Nel costume di gala è composto da tessuto laminato in seta ed oro con orlo e spalla gallonati e maniche stellate in oro.

KËRSHETET: sorta di trecce. All’acconciatura dei capelli provvedevano delle donne specializzate che per mestiere facevano le kërshetet in casa delle interessate.
I capelli si annodavano in tre trecce: due piccole, laterali, raccolte sulle orecchie e avvolte in due boccoli di tela bianca ( miçet ), e l’altra, posteriore, appuntata sul capo e ricoperta da una lunga striscia di tessuto reso rigido da una lavorazione in oro.
 

GLOSSARIO:
AVULLI -  ( vapore acqueo) – Per protrarre nel tempo la durata delle pieghe della gonna, questa veniva “trattata” con il vapore acqueo. La gonna veniva posta su un cestino di vimini, posato su un treppiede posto all’interno di un calderone con il fondo colmo d’acqua.

DILLET - Le pieghe della gonna erano tenute assieme da robusti fili di spago unti con cera d’api ( dillet).

KRISPET – Arricciatura interna della gonna molto spessa e fitta, peculiare del costume di Santa Sofia d’Epiro.