Personaggi - Mons. Giuseppe Bugliari

Nacque a S. Sofia d’Epiro il 12 marzo del 1813 da Francesco e Maria Pizzi. Per le modeste possibilità dei suoi genitori non potè compiere regolarmente gli studi liceali, però dotato di un’intelligenza acuta e pronto all’apprendimento, gli bastarono pochi anni di studio nel seminario di Bisignano per acquisire una buona cultura letteraria, filosofica e teologica che lo rese in grado di dedicarsi alla predicazione ed all’insegnamento nelle case private. Il 2 aprile 1837 venne ordinato sacerdote. Giuseppe Bugliari non ricevette incarichi ufficiali nelle istituzioni religiose del suo tempo; fu per trent’anni (1837-1867) insegnante privato in diverse famiglie nobili di Catanzaro, Bisignano, S. Giovanni in Fiore, Amantea e Briatico. Nel frattempo aderì con discrezione alle idee liberali della Giovine Italia. Ma la sua prudenza non gli impedì di destare sospetti e di venire sorvegliato attentamente dalla polizia borbonica. Nel 1847 venne condannato all’esilio con divieto di insegnare nel paese di Arena (CZ) per sei anni. Nei dieci anni di dimora in Catanzaro (1838-1847) strinse amicizia con i magistrati della corte d’appello, tra i quali spiccava il procuratore generale, Pasquale Scura, arbëresh di Vaccarizzo e per parte di madre concittadino di Bugliari. Nel 1860 Scura divenne ministro di Grazia e giustizia sotto il Governo pro-dittatoriale di Giuseppe Garibaldi. Il nuovo ministro offrì a Bugliari la carica di Prefetto della Biblioteca Nazionale di Napoli, ma il sacerdote rifiutò. Nel 1867, dopo aver abbandonato l’insegnamento, si trasferì a Cosenza con i suoi nipoti studenti del Liceo Bernardino Telesio e nel 1870 li accompagnò a Napoli per compiere i loro studi universitari, dimorandovi fino al 1876. Intanto negli anni 1873-1874 la Santa Sede iniziò la stampa in Roma dei libri liturgici della chiesa greca. Il sacerdote Rosario Frungillo rivestiva allora la carica di sovraintendente delle colonie italo-albanesi di Calabria ed incaricò Bugliari di effettuare le spedizioni di questi libri a tutte le parrocchie dei paesi albanesi. Contemporaneamente studiava approfonditamente la nuova edizione romana, confrontandola con quelle più antiche. Così facendo rintracciò nei nuovi testi alcuni errori teologici che rendevano necessario il ritiro e la correzione di questa edizione. Nell’agosto 1875 Giuseppe Bugliari ricevette la comunicazione che il Papa lo aveva eletto Vescovo greco di Sant’Adriano, al posto di Mons. Agostino Franco di Mezzoiuso, assente da lungo tempo dal collegio. L’ordinazione episcopale del Bugliari avvenne a Roma il 7 novembre 1875 e nello stesso giorno fu ricevuto dal Papa Pio IX. Il 15 aprile 1876 fu firmato il regio decreto con cui Mons. Bugliari era eletto Presidente del collegio. Sfortunatamente, il Vescovo che risiedeva ancora a Napoli in attesa del decreto reale, nel maggio dello stesso anno si ammalò gravemente e si ristabilì solo qualche mese dopo. Cominciò da questo momento una lunga serie di intrighi e di sotterfugi volti ad impedire la Presidenza del Vescovo Bugliari. Soltanto il 3 agosto del 1882 Mons. Bugliari potè insediarsi nel collegio come Presidente dell’istituto e Vescovo ordinante per gli albanesi di Calabria e Basilicata. Nella sua breve presidenza amministrò giudiziosamente il collegio, sistemando il vitto in appalto ed iniziato la parificazione delle scuole. Alla fine del 1885 per motivi di salute ritornò a S. Sofia, senza però trascurare i suoi doveri spirituali, amministrando il sacramento della cresima ed ordinando parecchi sacerdoti di rito greco. Morì il 1 settembre 1888. Le sue spoglie vennero seppellite nella chiesa di S. Atanasio il Grande.