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Commemorazione dei Defunti
A differenza della tradizione Occidentale e Latina, nei paesi italo-albanesi
di rito greco la memoria dei defunti cade nel sabato prima di Carnevale e
nel sabato prima di Pentecoste
(Tņ Psichosąbbaton-Il Sabato delle Anime). Nei giorni precedenti a questa
pia ricorrenza si crede che ai defunti sia concesso di lasciare le proprie
tombe e fare visita ai parenti. Inoltre si usa offrire in suffragio delle
loro anime, il grano bollito (Panagjģa), benedetto dal sacerdote, simbolo di
immortalitą e di resurrezione. Un tempo il grano veniva offerto dalle
famiglie pił ricche a quelle pił povere del paese come segno di misericordia
e benevolenza.
La Vigilia di Natale
La sera della Vigilia ci si riunisce in piazza S. Atanasio attorno ad un
imponente falņ "zjarri natallve - il falņ del Natale", simbolo dell'attesa
della Luce dell'Universo, Gesł Cristo. A mezzanotte comincia la Solenne
Divina Liturgia, accompagnata dal canto gioioso di inni natalizi in albanese
e in italiano. La pił amata dal popolo sofiota č : "Rueē nanģ e nga mot".
Mongolfiera di S. Atanasio (Palłni)
E' il tratto distintivo della comunitą sofiota, simbolo per eccellenza della
f esta patronale. Ma che cos'č? č una piccola mongolfiera realizzata dai
giovani del paese con fogli di carta velina colorata. All'inizio del
novenario e per tutto il tempo della festa viene volata in aria tra il suono
festoso delle campane, annunciando ai paesi vicini l'inizio della festa.
Primavera degli Italo-Albanesi
E' la rassegna folkloristica pił importante degli Albanesi d'Italia. In
genere si svolge nella terza domenica di maggio, in occasione dell'ottava
della festa di S. Atanasio. Istituita nei primi anni '60 si presenta come un
multicolore spettacolo di canti e danze che unisce tutte le comunitą albanņfone d'Italia. Suggestiva č la tradizione della "Vėllamja" che
significa "fratellanza", tradizione che negli ultimi anni č andata in disuso
ma che riprenderemo al pił presto.
Il Rito della Vėllamja:
Il sacerdote si reca sul palco dove si svolgono le danze e canta un brano
del Vangelo della domenica. Nel frattempo i rappresentanti dei gruppi
folkloristici, sia maschili che femminili, si inginocchiano davanti al
Vangelo. Terminato il canto del Vangelo, i ragazzi si scambiano un
pizzicotto dicendo : "cimb njė e cimb dy, vėllau im je ti - un pizzico a te
ed uno a me, fratelli siamo io e te". Dopo i ragazzi fanno allo stesso modo
anche le ragazze : "motra imė je ti - sorelle siamo io e te". Infine
recitano assieme : "gjaku im ėshtė gjaku yt, shpirti im ėshtė shpirti yt -
il sangue mio č il tuo, il mio spirito č il tuo". Quindi si aggiunge :
"Rłaju bir, ka lėtiri, si druri ka topra - sta lontano, o figlio, dallo
straniero, come l'albero dalla scure". E tutti insieme aggiungono : "derk e
lėti mos i sill mbė shpi, se t'ēanjen poēe e kusģ - non introdurre in casa
né maiali né stranieri, perchč ti rompono la pignatta e le pentole".
Finalmente si da inizio alle "vallje", cantando il canto tradizionale della
"besa" (Costantino e Jurentina).
Rito del Fidanzamento e dell'Incoronazione
Il Rito del Matrimonio nella tradizione bizantina comprende due parti: Il
Fidanzamento e l'Incoronazione, che anticamente venivano celebrati anche
separati. L'ufficiatura del Fidanzamento "Akoluthģa tu Arrąvonos" č
caratterizzata dalla promessa di matrimonio che si fa all'ingresso della
chiesa dinanzi al sacerdote. Mentre il rito dell' Incoronazione "Akoluthģa
tu Stefanņmatos"prevede che i due sposi vengano incoronati p rima dal
sacerdote e poi dai testimoni. Dopo l'incoronazione il sacerdote offre agli
sposi
da bere del vino e da mangiare un biscotto. Il calice dal quale gli
sposi hanno bevuto viene infranto, simboleggiando cosi che nessuno puņ
interferire nella loro unione matrimoniale. Particolari e suggestive sono
anche le usanze che precedono il matrimonio, indicate generalmente come
"Java e nuses - la settimana della sposa".
Aspettando la Nativitą della Vergine
La sera della Vigilia della Nativitą di Maria, il 7 settembre, in ogni rione
si accendono dei falņ per ricordare questa ricorrenza "zjarri Shėn Mėrisė -
il falņ in onore della Madonna". E' un appuntamento a cui l'intera comunitą
dedica molta importanza ed č ancora uno dei pochi momenti in cui si respira
l'atmosfera calda ed intensa della gjitonia-vicinato.
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