"IL PAESE SCOMPARSO" DI DOMENICO CASSIANO

 

 “Il Paese scomparso – greco-albanesi in Val di Crati nei sec. XV e XVI”, è l’ultimo lavoro editoriale del professore Domenico Cassiano, appassionato ricercatore e autore di decine di pubblicazioni sulla storia delle comunità calabro-albanesi.


Il volume, edito dalla casa editrice “Aurora” di Corigliano, ripercorre la tragica vicenda di Palazzo, un paese arbresh nel territorio coriglianese, che era sorto nella seconda metà del ‘400 in una località attualmente confinante con il comune di San Giorgio Albanese. Il suo toponimo si conserva ancora, proprio per indicare la predetta località, ma a differenza degli altri insediamenti albanesi della provincia di Cosenza, che hanno avuto una lunga durata e ancora esistono, quello di Palazzo durò circa mezzo secolo. Nel 1547 una incursione saracena lo distrusse e sequestrò buona parte degli abitanti. Da allora, non se ne ebbe più notizia.
La vicenda tragica di Palazzo, come scrive Giovanni Sapia nella dottissima prefazione, è un vero e proprio giallo storico, e il prof. Cassiano, partendo dalla vicenda di Palazzo, allarga l’orizzonte riconsiderando la storia plurisecolare della minoranza calabro-albanese, rivedendone l’impostazione tradizionale non poche volte fondata su miti e leggende. In questo saggio del Cassiano viene realisticamente ricostruita la genesi e lo sviluppo delle comunità albanesi in Calabria, la loro secolare lotta in difesa della propria identità contro i feudatari laici ed ecclesiastici, la strenua resistenza alle sopraffazioni del clero latino, il loro emergere dallo stato di arretratezza e la rapida affermazione nel campo culturale e politico, con personaggi del livello del filosofo e giurista sandemetrese Alessandro Marini e di Pasquale Baffi di Santa Sofia d’Epiro. Si tratta, insomma, di un saggio storico stimolante, che certamente farà molto discutere per le tesi sostenute, e che considera sotto nuova luce una rilevante pagina della storia calabrese.