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Un incontro molto speciale. Durante la mia permanenza nel
monastero di Santa Maria in Grottaferrata, in una serata piovosa
e cupa come le tante dell’inverno appena trascorso, l’Archiamandrita
P. Emiliano, esarca del monastero, preso tra i suoi tanti
impegni quotidiani mi ha annunciato la visita di un ospite
speciale, senza però dirmi chi fosse. Passato qualche minuto e
vedendo che la mia curiosità aumentava sempre di più, ha
pronunciato il suo nome: c’è Nikos Jannakakis, sarà nostro
ospite per alcuni giorni. A tali parole l’emozione continuava a
crescere; subito gli chiesi se potevo incontrarlo ma poi,
vedendo che l’ora era tarda e assicuratomi che Nikos si sarebbe
fermato ancora qualche giorno, rinviai l’incontro all’indomani.
E così il giorno dopo, di ritorno da Roma, all’imbrunire
individuai davanti al monastero un gruppo di persone che parlava
in greco con le quali c’era anche il dàskalos tò mèga (il grande
maestro) Jannakakis, così come lo chiamavano loro. In quei
giorni si trovavano a Roma per studiare alcune meraviglie
artistiche della nostra capitale ed erano gli alunni
dell’Accademia d’Arte Xania di Creta, diretta proprio dal nostro
maestro N. Jannakakis; uso l’aggettivo di possesso “nostro” per
due motivi: il primo è esclusivamente affettivo; il secondo,
avendo egli avuto la cittadinanza onoraria di Santa Sofia
d’Epiro (CS) è a tutti gli effetti nostro compaesano.
Una volta riconosciutolo gli dissi: buonasera maestro, e lui a
me, cordialmente: buonasera. Io continuai dicendo: vengo da
Santa Sofia d’Epiro e vorrei conoscerla per scambiare con lei
qualche parola. Subito si arrestò e fissandomi fisso negli occhi
dopo un poco aggiunse: je ka Shën Sofia? (sei di Santa Sofia?)
ed avendone ricevuto la conferma, salutò gli altri componenti
del gruppo e mi prese sottobraccio. Iniziò così la nostra lunga
conversazione.
Incominciò subito lui a farmi alcune domande, mi chiedeva
informazioni sul paese, sulla gente, sulla Diocesi e così via.
Chiaramente la nostra attenzione si spostò subito su Padre
Capparelli.
Nikos: “Padre Capparelli, cosa dire, una persona santa, il
grande sacerdote Capparelli, eh?!. Lo incontrai per la prima
volta a San Cosmo Albanese, mentre affrescavo la Chiesa dei
Santi Anargiri, ne avevo già sentito parlare, lo aveva fatto
l’attuale vostro Vescovo Lupinacci, in quel periodo parroco di
San Cosmo. Dopo avere visto gli affreschi mi invitò a Santa
Sofia per vedere la Chiesa di Sant’Atanasio e subito mi disse: “
vieni, però siamo senza soldi!”. Entrambi ci mettemmo a ridere
ed io replicai: “e chi ce l’ha!”. Così arrivai a Santa Sofia. Il
primo affresco fu quello dell’Anàlypsis (Ascensione di Gesù),
all’interno del vima. Terminato il mio lavoro e dopo che zoti mi
aveva pagato stavo per ripartire, avevo altri lavori da
ultimare. Dovevo andare in Corsica e altro. Ma zoti
all’improvviso mi disse: “tu rimarrai qui con noi per qualche
anno, perché ho deciso di affrescare tutta la Chiesa…”. Questo
era Padre Capparelli. Gli venne subito un’idea strana: “Nikos,
la nostra madre patria è l’Albania e il nostro Patrono è Sant’Atanasio,
perchè non facciamo un affresco su questo tema?”. Rimasi
totalmente stupito perché era la prima volta che mi capitava una
cosa simile, unica nel suo genere. Ma vedendo con quanta
passione e l’attaccamento fuori dal comune con cui zoti
desiderava l’affresco, subito mi misi a studiare il modo
migliore, disegno su disegno, per poterlo realizzare. E così
ecco “ La venuta degli Albanesi a Santa Sofia” che solo voi
avete.
Quante storie e quante emozioni, i suoi occhi si riempivano di
lacrime e lui continuava a raccontarmi di zoti, del medico del
paese, del sindaco e di altri personaggi come se fosse stato
ieri, la sua memoria è eccellente.
Nikos: dopo aver terminato qualche lavoro, puntualmente si
presentava sempre lo stesso problema, cioè arrivava zoti che
scherzosamente mi diceva: “Nikos ho tanti debiti; ed io gli
rispondevo: “Padre, mi pagherai l’anno prossimo” e lui
aggiungeva: “si, ma con gli interessi, perchè un lavoro così
merita”. E poi facevamo una risata e così via.
Io: Nikos come è nata la tua passione per l’iconografia?
Nikos: fin da piccolo ho avuto sempre interesse per la pittura
libera, poi ho frequentato l’Accademia d’Arte a Creta, dove ho
appreso anche l’arte iconografica. Ma un giorno, sfogliando un
libro di icone provenienti dalla Serbia e dalla Macedonia decisi
di cimentarmi in questa nuova esperienza, poi ho vinto una borsa
di studio in Germania, ho girato il mondo insomma, prima di
arrivare a Santa Sofia.
Io: come sei arrivato nelle nostre comunità, le conoscevi già?
Nikos: questo è un fatto del tutto curioso. Venne a Creta agli
inizi degli anni settanta uno studioso inglese, studioso di
Storia dell’Arte. Bene…, questo studioso aveva già visitato le
zona di Sibari, Magna Grecia e San Demetrio, San Giorgio ecc..
ed era in contatto con il vostro attuale Vescovo. Poi io presi i
recapiti e così iniziò questa mia esperienza.
Io: quindi un fatto del tutto provvidenziale per noi, grazie a
Dio.
Nikos: e sì dòxa to Theò (Grazie a Dio) che è avvenuto ciò e mi
ha dato la possibilità di conoscere questa gente meravigliosa.
Io: siamo noi ad essere onorati dalla tua arte e dalle tue
parole così ricche di sentimenti. Tu hai dichiarato che sulle
pareti della nostra Chiesa hai lasciato un “pezzo del tuo
cuore”….
Nikos: certo, tutte belle esperienze quelle della Calabria, ma
da voi ci sono stato sei anni, poi la gente, la trattoria da
Nzino, le passeggiate a kroi mali ma soprattutto Padre
Capparelli, ecco queste cose c’erano solo da voi.
E che dire. Dopo diverse ore di conversazione, mi sembrava di
essere ritornato nel mio paese negli anni settanta-ottanta, anni
d’oro per la nostra comunità. Si era fermato tutto intorno a me,
le sue parole, la sua presenza mi riportava al mio paese, nella
mia Chiesa e avevo davanti a me quegli affreschi meravigliosi.
Guardando poi le sue mani pensavo: è lui che ha realizzato quel
paradiso celeste in terra e nel mio paese. Grazie, o Signore.
Così il nostro incontro volgeva al termine e gli rivolsi un
invito per un appuntamento da definire che ci sarà il 2012, a
novembre, quando ricorrerà il trentesimo anniversario
dell’inaugurazione della Chiesa di Sant’Atanasio da lui
affrescata.
Io: maestro a Dio piacendo e senza programmare niente, ti
possiamo avere come ospite speciale per questo evento?
Nikos: certamente, se Dio vuole, sarò presente con grande
piacere. Io oramai sono vecchio, credevo di non venire più in
Italia ma come vedi…ancora vengo a trovare il mio caro e
fraterno amico Padre Emiliano. Ho altri lavori da terminare,
alcune chiese, e poi credo che fra due o tre anni mi fermerò,
perché gli anni passano.
E si, caro Nikos Jannakakis, Pittore ufficiale del Patriarcato
Ecumenico e maestro sublime dell’arte celeste, gli anni passano
ma quello che hai realizzato resterà, anche se su muri di un
piccolo paese, di una piccola Chiesa, ma per sempre, fino a
quando Dio e solo Lui lo vorrà.
Grazie di cuore.
Luigi Francesco GODINO
Adriano Mazziotti |