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oncorso Libero di Poesia sulla gloriosa figura di Francesco Bugliari (1742-1806).
 

                      Peshkopit Bular                                                                 

Sod na kujtojam Peshkopin Bular             

ē’ka diqindvjet nd’qiall fluturoj mėpar;       

ai ish nj’peshkop i hajdhjar                      

ē’ka nj’dorė a keq kle i vrar.                      

 

I kėtij katundi  kle nj’ nderuar bir              

dhe Sofjotėt a dishtin shumė mirė;            

fjala e t’Inzoti shprishni me hirė                

e gjithė a mirrjan vesh me piaxhir.            

 

Kollexhi i Shėn Mitrit ku kle drejtor           

me atė Peshkop gjimoni me lavdģ himnore 

ai mėsoni sembri me shumė amur;            

atjč u bėn priftra trima dhe kriatur.           

 

Shėn Sofia a falėnderon si meriton            

me nj’ festė a madhė ē’sod fillon;              

bashkė lutmi pėr Peshkopin tėnZon            

dhe kujtimi i tij rroftit pėr mon.   

  

 Kostandin Bellushi                                                               

 

Al Vescovo Bugliari

 

Oggi ricordiamo il Vescovo Bugliari

che da duecento anni in cielo č volato;

era un vescovo nobile d’animo

che da una mano spietata fu assassinato

 

Di questo paese fu un degno figlio

ed i Sofioti gli vollero tanto bene;

la Parola di Dio diffondeva con grazia

e tutti lo ascoltavano con piacere.

 

Il Collegio di S. Demetrio che dirigeva

con lui echeggiava di lodi al Signore;

egli insegnava sempre con tanto amore

Lą son diventati preti giovani e bambini

 

Santa Sofia lo ringrazia meritatamente

con una grande festa che oggi ha inizio;

insieme preghiamo per lui Nostro Signor

e che il suo ricordo sia (in tutti) perenne.

 

 

Costantino Bellusci

 

 

Bularit

 

Dritė ke bėrė ti

Ndėr mote tė errėta

E fort tė shkretat anė

Shumė i deshe.

Pa shkop qeve i shpuar

E njė kėndim...

Pėr shumė vjet…(Is pollą eti)…!

T’u gjegjė ndėr ato tru.

Tė thikėtin

E pjėf u bėnė tek ai sėnduq

Tė veshurat e tua tė qendģsura

Me ėndėrra arbėreshe.

Ca erė nanģ vetė erė livąni

Trėndafilesh t’egra ndihet

Te granari

Ku prisnje vdekjen.
 

Prof. Angelo Matrangolo

 


A Bugliari

 

Di luce brillasti

In tempi bui

E con vigore le desolate zone

Molto amasti.

Senza potere fosti trafitto

Ed un canto…

Per molti anni… (Is pollą eti)…!

Risuonņ nella tua mente.

Ti pugnalarono

E polvere divennero in quella cassa

I tuoi parati ornati

Di sogni arbėreshė.

Di tanto in tanto ora profumo d’incenso

Di rosa canina si sente solo

Nel granaio

Dove attendevi la morte.

 

Prof. Angelo Matrangolo